Vi parlavo nell'altro post, quello sui Krumiri, della mia tradizione piemontese; dei miei ricordi di quand'ero piccola, a casa della nonna, del pranzo della domenica con tutta la famiglia e del classico dolce, immancabile a fine di ogni pranzo.
Altri biscotti che fanno parte di me, sono i Bicciolani di Vercelli, dove sono nata.
Chiamati i Biciùlan in dialetto vercellese, sono una vera e propria delizia, da sempre. Non ce' vercellese che non ami i Bicciolani. E non ce' pasticceria che li sappia fare a regola d'arte se non la famosissima e antichissima Pasticceria Follis, che li produce sin dalla sua apertura, nel 1904. Chiunque voglia assaggiare i Biciùlan li va a comprare lì. Da sempre, quando non si sa che regalare, magari per Natale o per qualsiasi festivita' dell'anno, si va sul sicuro, regalando una scatola di questi magici biscotti. E da che mondo e' mondo, quando si va a trovare qualche parente o amico in ospedale, gli si porta sempre una scatola di Bicciolani, rigorosamente proveniente dalla Pasticceria Follis.
Nascondono un segreto che li fa risalire addirittura al periodo rinascimentale, quando alla pasta frolla si aggiunse una preziosa miscela di spezie. Sono proprio le spezie, ha conferire quel gusto particolare a questi biscotti. Affondano le loro radici nel passato, tanto che a Vercelli, la maschera della citta' si chiama proprio Bicciolano.
Come per tutte le ricette, ci sono molte varianti. Alcuni aggiungono la farina di mais, altri invece dicono che non ci vuole. Alcuni usano determinate spezie, mentre alcuni ne usano tutt'altre. Ce' chi aggiunge il miele, chi no. L'unico ingrediente unico, che non puo' assolutamente mancare e' la cannella, ingrediente base, che pur non avendone in quantita' industriale, riesce a conferire un retrogusto 'paradisiaco'.
Noi vercellesi siamo un po' maniacali quando si parla di Bicciolani e una delle gelaterie piu' fornite, ha creato anche il gusto del gelato al bicciolano, in onore dei biscotti e della nostra maschera.
Dato che la ricetta originale la custodisce molto segretamente la pasticceria Follis, come per i Krumiri, ho adattato molte ricette, cercando di trovare il gusto perfetto, che perfetto non sara' mai. Ovviamente se volete assaggiarli per la prima volta, vi consiglio di comprarli, ma se gia' li avete provati, allora potete provarli a fare voi, con un risultato quasi perfetto!Accontentiamoci, e' HOMEMADE!:)
26 ottobre 2012
24 ottobre 2012
KRUMIRI DI CASALE MONFERRATO
Sono piemontese. Non posso dire di essere una piemontese DOC, perche' il babbo e' della favolosa Calabria, ma se mi si chiede, sono piemontese. Sono cresciuta tra le risaie, tra la nebbia dell'inverno, l'afa terribile dell'estate che arriva immancabilmente con i moscerini che non hanno pieta'. Sono cresciuta in una cucina tradizionale; i pranzi della domenica dalla nonna dove non poteva mancare la Panissa o il fritto misto alla piemontese; tra le sagre e le feste del paese, dove il tema principale e' elogiare la miriade di prodotti tipici che ci offre il nostro Piemonte. E dove a fine pasto non poteva mai mancare il dolce.
Mi ricordo che quando si facevano i pranzi alla domenica, a casa della nonna, a turno ogni settimana, si passava prima in pasticceria, a prendere le famose 'paste'. Che siano stati pasticcini pieni di panna e cioccolato o biscotti secchi, non potevano mai mancare sulla nostra tavolata. All'epoca la nonna abitava in cascina, in un paesino vicino a Casale Monferrato, la patria dei Krumiri. Risalgono al 1878 e furono inventati da Domenico Rossi.
Se si passa da Casale Monferrato non si puo' non comprare almeno una scatola di Krumiri. Negli anni ne hanno fatte diverse varianti, come le possiamo trovare sugli scaffali del supermercato: alle nocciole, con le gocce di cioccolato, o addirittura completamente al cioccolato.
Per me, come per quasi tutti coloro che vivono dalle nostre parti, quando si dice Krumiri, viene in mente oltre a Casale Monferrato, il Krumiro classico, quello tradizionale, che si e' sempre stati abituati a mangiare. Mi piace provare le novita', le innovazioni, ma sui prodotti tipici rimango fedele alla tradizione: sono quelli e basta.
Ovviamente, non avendo gli attrezzi da pasticcere, e non avendo i forni adeguati, quelli che ho fatti gli assomigliano un po' vagamente a quelli che siamo soliti vedere e mangiare. Ma insomma, sono pur sempre fatti in casa, homemade, quindi, ci si deve accontentare. Sono rimasta invece molto soddisfatta del gusto: PERFETTO!Mi ricordava molto quello delle antiche pasticcerie o panetterie del Monferrato, dove li andavamo a comprare; caldi, appena sfornati, dove sentivi il profumo di quelli che stavano sfornando; dove a volte ti dicevano di aspettare qualche minuto, perche' erano stati appena sfornati, e dovevano farli raffreddare leggermente e nell'attesa, il pasticcere, te ne regalava sempre uno o due da sgranocchiare mentre aspettavi.
La ricetta orginale, quella delle pasticcerie, e' come per tutte le cose, ancora un segreto che viene tramandato di generazione in generazione. Ho letto molte ricette sul web, ma poche gli si avvicinavano almeno un po' alla ricetta 'originale'. Dall'unione di molte ricette, un po' mi sono avvicinata. Sono comunque ottimi, considerando il fatto che sono Krumiri casalinghi.
Mi ricordo che quando si facevano i pranzi alla domenica, a casa della nonna, a turno ogni settimana, si passava prima in pasticceria, a prendere le famose 'paste'. Che siano stati pasticcini pieni di panna e cioccolato o biscotti secchi, non potevano mai mancare sulla nostra tavolata. All'epoca la nonna abitava in cascina, in un paesino vicino a Casale Monferrato, la patria dei Krumiri. Risalgono al 1878 e furono inventati da Domenico Rossi.
Se si passa da Casale Monferrato non si puo' non comprare almeno una scatola di Krumiri. Negli anni ne hanno fatte diverse varianti, come le possiamo trovare sugli scaffali del supermercato: alle nocciole, con le gocce di cioccolato, o addirittura completamente al cioccolato.
Per me, come per quasi tutti coloro che vivono dalle nostre parti, quando si dice Krumiri, viene in mente oltre a Casale Monferrato, il Krumiro classico, quello tradizionale, che si e' sempre stati abituati a mangiare. Mi piace provare le novita', le innovazioni, ma sui prodotti tipici rimango fedele alla tradizione: sono quelli e basta.
Ovviamente, non avendo gli attrezzi da pasticcere, e non avendo i forni adeguati, quelli che ho fatti gli assomigliano un po' vagamente a quelli che siamo soliti vedere e mangiare. Ma insomma, sono pur sempre fatti in casa, homemade, quindi, ci si deve accontentare. Sono rimasta invece molto soddisfatta del gusto: PERFETTO!Mi ricordava molto quello delle antiche pasticcerie o panetterie del Monferrato, dove li andavamo a comprare; caldi, appena sfornati, dove sentivi il profumo di quelli che stavano sfornando; dove a volte ti dicevano di aspettare qualche minuto, perche' erano stati appena sfornati, e dovevano farli raffreddare leggermente e nell'attesa, il pasticcere, te ne regalava sempre uno o due da sgranocchiare mentre aspettavi.
La ricetta orginale, quella delle pasticcerie, e' come per tutte le cose, ancora un segreto che viene tramandato di generazione in generazione. Ho letto molte ricette sul web, ma poche gli si avvicinavano almeno un po' alla ricetta 'originale'. Dall'unione di molte ricette, un po' mi sono avvicinata. Sono comunque ottimi, considerando il fatto che sono Krumiri casalinghi.
21 ottobre 2012
CUPCAKES SALATI AL PARMIGIANO CON FROSTING AL PESTO
Buona domenica a tutti.
Eccomi di nuovo alle prese con la cucina al volo. Sempre di fretta; turni su turni e mai tempo per mettermi ai fornelli. Ho un sacco di ricette segnate su vari fogli, foglietti e post it che mi sono segnata, dicendomi ogni volta, domani la provo. Tra l'altro, comprando anche tutti gli ingredienti, che alla fine mi sono risolta utilizzare per altri scopi, perche' finiva che mi scadevano nel frigo.
Oggi pero' ho comprato qualcosa che non c'e' pericolo che scada: un libro di cucina. Anzi, un signor libro di cucina: 'Se vuoi fare il figo usa lo scalogno' di Carlo Cracco.
Sicuramente ne avrete gia' sentito parlare, sia del libro, che di lui. L'ho trovato scontato e l'ho subito comprato; era da un po' che lo addocchiavo sullo scaffale dei libri, e per un motivo o per l'altro non l'ho mai preso, ma oggi e' diventato mio.
Mi piace com'e' scritto e le ricette sono abbastanza abbordabili a tutti; non quelle ricette improponibili, di alta cucina, che non ti puoi permettere nemmeno con tre mesi di stipendio, e se te le puoi permettere, ti vengono una cosa inguardabile e improponibile anche al cane. Ho gia' segnato parecchie ricette che voglio assolutamente provare.
Passiamo alla ricetta, che ho fatto da secoli, e che riesco a postare solamente ora, al limite dello scadere del contest a cui la faccio partecipare.
Mi piace trasformare le ricette che normalmente sono dolci in salate e quelle che normalmente sono salate, in dolci.
I cupcakes siamo soliti a mangiarli dolci, con creme e frosting piene di burro&zucchero, super caloriche e super buone; questa volta li ho voluti provare salati, con il parmigiano che adoro, e con il pesto, che a parer mio, e' perfetto per un frosting.
Eccomi di nuovo alle prese con la cucina al volo. Sempre di fretta; turni su turni e mai tempo per mettermi ai fornelli. Ho un sacco di ricette segnate su vari fogli, foglietti e post it che mi sono segnata, dicendomi ogni volta, domani la provo. Tra l'altro, comprando anche tutti gli ingredienti, che alla fine mi sono risolta utilizzare per altri scopi, perche' finiva che mi scadevano nel frigo.
Oggi pero' ho comprato qualcosa che non c'e' pericolo che scada: un libro di cucina. Anzi, un signor libro di cucina: 'Se vuoi fare il figo usa lo scalogno' di Carlo Cracco.
Sicuramente ne avrete gia' sentito parlare, sia del libro, che di lui. L'ho trovato scontato e l'ho subito comprato; era da un po' che lo addocchiavo sullo scaffale dei libri, e per un motivo o per l'altro non l'ho mai preso, ma oggi e' diventato mio.
Mi piace com'e' scritto e le ricette sono abbastanza abbordabili a tutti; non quelle ricette improponibili, di alta cucina, che non ti puoi permettere nemmeno con tre mesi di stipendio, e se te le puoi permettere, ti vengono una cosa inguardabile e improponibile anche al cane. Ho gia' segnato parecchie ricette che voglio assolutamente provare.
Passiamo alla ricetta, che ho fatto da secoli, e che riesco a postare solamente ora, al limite dello scadere del contest a cui la faccio partecipare.
Mi piace trasformare le ricette che normalmente sono dolci in salate e quelle che normalmente sono salate, in dolci.
I cupcakes siamo soliti a mangiarli dolci, con creme e frosting piene di burro&zucchero, super caloriche e super buone; questa volta li ho voluti provare salati, con il parmigiano che adoro, e con il pesto, che a parer mio, e' perfetto per un frosting.
5 ottobre 2012
MINI APPLE PIE
E' arrivato anche ottobre, e l'autunno si fa sempre piu' sentire. Le giornate fresche, le piogge, il giallo e il rosso delle foglie che cadono dagli alberi, i funghi, le castagne, le mele..Proprio loro, le mele, sono tra le protagoniste indiscusse dell'autunno. Ci sono quei determinati cibi che caratterizzano ogni stagione e le mele fan parte dell'autunno. Rosse, gialle, dolci, farinose, gustose, profumate e altri mille aggettivi per descriverle. Si prestano con qualsiasi cosa, dal dolce al salato, all'agrodolce. Mi piace molto cucinare con le mele, soprattutto per via della quantita' industriale che ne sforna la pianta che ho in giardino, ogni anno. Quindi, a casa mia, le mele ce le mangiamo in tutte le salse ogni anno.
Anche gli americani, i miei amati americani, non le disdegnano, tra apple pie, succhi, frittelle e chi piu' ne ha, piu' ne metta.
L'anno scorso mi sono lanciata nella famosa Apple Pie, conosciuta anche come la torta di Nonna Papera, quella che metteva immancabilmente a raffreddare sul davanzale della finestra ed immancabilmente qualcuno passava per rubarne una fettina, da quanto era irresistibile.
Ammetto che il risultato mi aveva soddisfatta molto: era la prima volta che la facevo, e ho seguito la prima ricetta che mi e' capitata sotto mano, ma soprattutto, fatta molto velocemente. Quest'anno non potevo non rifarla. Ma come prima volta di questo 2012, ho voluto provarla in versione MINI. E' tutto piu' bello in versione mini, e quasi anche piu' buono.
L'ispirazione mi e' venuta sfogliando l'ultimo numero di Dolci Tentazioni. Tra le tante e meravigliose ricette c'era quella dell'apple pie e quella delle mini pie pop, da passeggio. Cercando di fondere entrambe, mi sono uscite queste mini bonta'.
Anche gli americani, i miei amati americani, non le disdegnano, tra apple pie, succhi, frittelle e chi piu' ne ha, piu' ne metta.
L'anno scorso mi sono lanciata nella famosa Apple Pie, conosciuta anche come la torta di Nonna Papera, quella che metteva immancabilmente a raffreddare sul davanzale della finestra ed immancabilmente qualcuno passava per rubarne una fettina, da quanto era irresistibile.
Ammetto che il risultato mi aveva soddisfatta molto: era la prima volta che la facevo, e ho seguito la prima ricetta che mi e' capitata sotto mano, ma soprattutto, fatta molto velocemente. Quest'anno non potevo non rifarla. Ma come prima volta di questo 2012, ho voluto provarla in versione MINI. E' tutto piu' bello in versione mini, e quasi anche piu' buono.
L'ispirazione mi e' venuta sfogliando l'ultimo numero di Dolci Tentazioni. Tra le tante e meravigliose ricette c'era quella dell'apple pie e quella delle mini pie pop, da passeggio. Cercando di fondere entrambe, mi sono uscite queste mini bonta'.
Iscriviti a:
Post (Atom)



